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AntonioBruno & bellitamburi

Pensiero musicale e concettualita'
ovvero
Il piccolo ballo della Taranta.
Alla regolarita' della distribuzione concettuale, corrisponde una irregolarità nella scansione metrica.
Ogni ciclo offre andamenti ritmici diversi e complessi, con frequenti incontri di accentuazione ravvicinata, che danno movimento al percorso musicale della nuova tarantella.
la musica:
E' importante sin da ora stabilire che non esiste un modello di scansione del ciclo di terzine, che anzi si caratterizza proprio per la varieta' e la liberta' dell' accentuazione con accenti fissi, frutto di complicate combinazioni usate di volta in volta a seconda del significato intimo dl testo e del colore della musica.
La tarantella ha corrispondenza certa con un dato colore, e che anzi ad ogni colore corrisponde un modo e che ognuno (7 in tutto come i colori dell'arcobaleno)ha in se, oltre il modo ed il colore anche una danza associata,con i suoi movimenti ed i suoi significati.

La stessa frase contiene messaggi chiari ed oscuri (o meglio arcani) e comunque a piu' livelli,
Parafrasando Leopardi la musica (quella vera) si rivolge ad una sorta di secondo ascolto, come la poesia è materiata del "secondo sguardo": l'occhio vede un mulo su un campo di grano e l'occhio interiore accolsta l'immagine dell'animale e del campo ad altre immagini che la memoria gli suscita davanti,su questo sguardo della memoria suscita la poesia; così l'orecchioh ascolta una successione di suoni e di ritmi, ma l'orecchio interiore associa a quella successione nongia' immagini, bens' arcaici rapporti di suoni e tali rapporti, a prescindere dai pregiudizi sonori che vanno scardinati, si addensano in una geometria di relazioni sonore che sembra costruire lo specchio di un ordine segreto: in questo specchio la memoria proietta il proprio irrequieta desiderio di un ordine che il mondo si ostina a negarle, e la musica, come ogni altra arte, diventa la memoria di un desiderio (l'incanto), la realizzazione sonora dell'ordine che l'esperienza (il disincanto) smentisce.



la poesia: Si canta l'amore e l'eroe della libertà

Il poeta dialettale per accedere allo spazio letterario deve a sua volta fasi letterato, rinnegare la sua origine altra di emarginato ed assumere quindi procedimenti e forme del campo che invade.
Il livello inferiore non puo' aspirare ad occupare quello superiore se non identificandovisi e se non assumendone i vezzi d i vizi, magari parodiandoli ma entrando comunque nei suoi spazi.
La cultura dominante domina,perchè non permette ad altre culture di sostituirla che accettando le sue regole,obbligandole a loro volta a farsi dominanti. Nella storia dell' arte come in politica non si danno alternative, ma solo successioni di potere, e questo succede anche nei movimenti e nel loro evolversi.
Ma solo il nuovo sopravvive,nostalgie e rimpianti non hanno mai prodotto nulla di significativo(a Monteverdi, i suonatori di archi, alla richiesta del tremolo,mai eseguito prima, risposero con una risata. Ma poi solo dopo si accorsero quanto funzionava!).
Altro discorso è quello del rapporto con la tradizione: il nuovo si genera in tale rapporto.
La musica procede per mutamenti, non per devastazione anche se certi mutamenti potrebbero sembrare delle devastazioni in un primo momento.

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